Bologna contemporanea
6 festival per muoversi nel presente

Michela Finizio

ILSole24Ore

SGUARDO AVANTI OGGI COME IERI
Un nuovo "cartello" unisce le manifestazioni più innovative per valorizzare la vocazione alla creatività esistente in città.

Lo scrittore di fantascienza Bruce Sterling, ospite nel 2008 al Future Film Festiva di Bologna, ha definito la città come un “rural-urban architecture-farming geek artists place”. Calzante o meno, la descrizione rende giustizia al sapore “young” che si respira passeggiando sotto i portici la sera. Un sapore che le istituzioni oggi hanno deciso di riconoscere. “La pluralità diffusa di iniziative culturali è una forza del territorio, ma dobbiamo riuscire a presentare le tutte insieme con un brand unitario, valorizzando il loro carattere sperimentale, di avanguardia”, dice l’assessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti. “Bologna contemporanea” è un cartello che unisce una pluralità di manifestazioni e rassegne cittadine, un’iniziativa della Regione Emilia-Romagna per valorizzare la vocazione del territorio: ne fanno parte il festival Angelica per la musica, il BilBolBul per il fumetto, il Biografilm festival, Fisco per lo spettacolo , il Future Film Festival, Gender Bender e Live Arts Week sui new media. L’obiettivo è creare un sistema capace di promuovere un primato italiano, ricco di realtà e circuiti indipendenti che da anni catalizzano nicchie di pubblico internazionale. C’è qualcosa che continua a mantenere Bologna contemporanea, ed è certo la presenza di una grande università, competitiva a livello internazionale in molti campi. Qui vivono docenti che la contemporaneità la insegnano, se ne occupano,. Molti studenti giovani, provenienti da tutta Italia, arrivano ogni anno in città e ne rinnovano spirito. E le radici del legame tra Bologna e il fermento giovanile “Il Mulino” fu un gruppo di ragazzi tra i 25 e i 28 anni, come Nicola Matteucci; il bimestrale di poesia “Officina” nacque nel maggio del 1955 per iniziativa dei trentenni Francesco Leonetti, Pier Paolo Pasolini e Roberto Roversi. Nasce a Bologna nel 2004 anche l’ultima orchestra giovanile di Claudio Abbado, l’Orchestra Mozart, in seno alla storica Accademia filarmonica dove venne accolto nel Settecento il noto musicista ancora fanciullo. Ci sono ragioni anagrafiche, dunque, ma non solo. La partecipazione al contemporaneo del capoluogo emiliano, secondo il politologo Gianfranco Pasquino, trova condizioni ideali anche nelle sue dimensioni: “Bologna è una città piccola in cui sorgono spontanei spazi, luoghi di incontro, capaci di ospitare gruppi e comunità ristrette. Non è dispersiva come una metropoli e le istituzioni culturali di riferimento sono facilmente raggiungibili a piedi”. Compagnie indipendenti, circoli e associazioni culturali e privati creativi rendono omaggio a Bologna un “hub” di contemporaneità. Le istituzioni sono il recettore di un fenomeno nato e alimentato negli anni dal basso, in cui la forma del festival è la modalità privilegiata per esprimere la continua esplorazione del nuovo.

 

 

Emidio Clementi

scrittore e musicista dei "Massimo Volume"

UNA VITALITÀ CHE PARTE DAL BASSO
Se sono diventato un musicista lo devo anche a Bologna. E' qui che si è affinata la mia formazione musicale, nei suoi club. vent'anni fa c'era l'Isola nel Cantiere. Poi è arrivato il Link, il Covo. per ascoltare certa musica, di cui nemmeno le riviste specializzate si occupavano, bisognava andare lì. La spinta partiva dal basso, dalla passione degli organizzatori e del pubblico, lontano dalle istituzioni, lente e inadatte a percepire certi umori. festival come Fisco e Future Film, Angelica o Biografilm e Gender Bender sono i degni eredi di questo modo di fare cultura, l'unico a disposizione di una città come Bologna, che non è una metropoli. Sofisticati, agili, parlano del presente, anticipano le tendenze di domani e lo fanno con passione e competenza. Non credo sia un azzardo dire che se Bologna può ancora essere considerata al passo con i tempi è sopratutto grazie a loro.

 

 

Carlo Massarini

Dj radiofonico, giornalista

Avete mai frequentato Bologna? Bologna la Dotta, la Capitale della Cultura del 2000, il luogo di grande creatività nel mondo della musica e dell'arte, non è una città che si siede, che si contempla. E' una città con una vocazione al rinnovamento, aperta alla condivisione, alla ricerca, all'esplorazione delle più complicate espressioni ed evoluzioni artistiche e culturali nelle sue varie discipline, a livello internazionale. Sotto i Portici, in Piazza Maggiore, nelle cantine e nei laboratori culturali si sente nell'aria la voglia di muoversi, di continuare a essere un riferimento per le tante culture che insieme declinano il contemporaneo. Lo si percepisce, arrivando in città da fuori, e la cosa curiosa è che lo spirito e le iniziative attraversano tutte le età, e non solo il mondo giovanile. E succedono un sacco di cose. Magari vi siete imbattuti di persona, o avete visto le locandine, dei sette Festival la cui importanza cresce di anno in anno e che, ognuno con il suo tema e la sua storia, si uniscono idealmente in una rete di appuntamenti per raccontare il nostro tempo e immaginare il futuro. Sono incontri ed eventi di musica, cinema, performance, persino una riflessione sulle identità di genere, Gender Bender, Festival che affronta il tema delle mutazioni individuali e collettive. E fra pochi giorni si inaugura il BilBOlBul, Festival Internazionale di Fumetto, ricco di mostre e personali che coinvolgono una ventina fra disegnatori emergenti e affermati del caleidoscopico mondo del fumetto. Tenetevi aggiornati su Bologna: è un buon punto di partenza, o di transito, per esplorare il contemporaneo.

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